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Caprese

Posted by July on Gen 28, 2012 in Si dice che.... |

Come nasce un “capolavoro”

 

Creato il  23.05.08 @ 20:15:37 da julyData di uscita:  23.05.08 @ 19:25:43

Tutti conoscono la famosa torta, ma forse non tutti sanno come nacque: Agli inizi degli anni 20 al pasticciere Di fiore, dell’isola di capri, fu commissionata una torta al cioccolato,”speciale”. La suddetta doveva nientedimenochè finire sul tavolo del famoso gangster Al Capone.Ora, sappiamo tutti che nessuno propenso a vivere sbaglierebbe una ricetta in queste circostanze, quindi il poveretto si preparò sul tavolo tutti gli ingredienti necessari: Cioccolato, burro, farina, lievito, mandorle, uova, zucchero…..insomma tutto a portata di mano. Si accinse alla preparazione, miscelando ben bene gli ingredienti tra di loro, attentissimo a non commettere nessun errore: Amalgama bene farina e lievito, Sciogli il cioccolato, a bagnomaria cosicchè non formi grumi, aggiungi le uova, rigorosamente uno per volta, metti lo zucchero, prendi il burro, trita le mandorle controlla il forno, aumenta la temperatura, diminuisci la fiamma, attizza il fuoco, insomma quando finalmente infornò il dolce tirò un sospiro di sollievo: Era fatta! Nell’attesa che la torta cuocesse, Si voltò per rimettere ordine in cucina e……cominciò a sudare le famosissine sette camice: Il composto di farina e lievito era rimasto sul tavolo in attesa di essere aggiunto al resto degli ingredienti. Fissò il dolce nel forno, che ormai aveva gia iniziato a cuocere e pensò che  non gli restava che pregare per la sua povera anima prossima a finire i suoi giorni terreni. Quando il dolce fu sfornato, e gli “sgherri” di Al capone pretendettero di assaggiarne una fetta…….la trovarono così squisitamente buona che la finirono tutta, costringendo il cuoco, più che felice di aver salavato capra e cavolo…ops, pardon, vita e torta, a rifare il dolce, nella medesima maniera, senza farina e lievito…Una distrazione, uno sbaglio, e nasce un “capolavoro”. ……Ecco, pensavo, perchè prendersela tanto quando le cose non girano come vorremmo? E’ vero, spesso non è così semplice come bruciare l’arrosto o dimenticare di aggiungere la farina. Spesso sembra che sia stato commesso un grosso errore, pare di essere nati in un mondo sbagliato, ed il solo modo per cambiare qualcosa sia saltare da un posto alto, sperando che il suolo sotto sia il cancello che si apre su vite migliori….. Chissà invece che quell’errore, quella dimenticanza non sia l’inizio del nostro capolavoro. A volte basta così poco, perchè il mondo riprenda a girare come vorremmo che girasse!!

1 Comment

  • July ha detto:

    24.05.08 @ 20:04:02 ·Commento di: luciano
    bellina questa storia sull’origine del dolce caprese e sul fatto che da un errore anche se grave può nascere sempre qualcosa di buono- Mi piace sperarlo perchè io di errori gravi ne ho fatti diversi e non mi pare sia nato qualcosa di buono eccezion fatta per quel bagaglio di esperienza che ci mettiamo addosso- buona domenica luciano firenze

    24.05.08 @ 22:09:49 ·Commento di: july
    Lo sai no? vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, però è veramente qll che penso. Ognuno ha un suo modo di convivere con difficoltà e conquiste, ma se riesci a pensare che c’è un “buon fine” anche nelle difficolta(lo so che è difficile)allora diventi….terreno fertile. Nel senso che riesci a raccogliere qlc di buono anche dal negatico, tipo “un bagaglio di esperienza”
    Ciao e grazie per esser passato di qui

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