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Go down

Posted by July on Mar 11, 2013 in Conosciamoci |

Chi non è più giovanissimo di sicuro si ricorderà il famoso gioco, boom degli anni ’80, che consisteva nell’allineare mattoncini colorati, che andavano giù al lancio della pallina

(Immagine Web)

Stamattina mi sono svegliata così, come l’ultimo di quei mattoncini, che vede cadere tutti  gli altri uno dopo l’altro e non può fare nulla per fermare qlla corsa pazza.

E’ da ieri sera che mi ha assalito qst’angoscia, anzi a dire il vero, da sabato, riflettendo sulla solitudine in cui  viviamo. E’ un dato di fatto e ci tengo a precisare, che non ho nessuna recondita intenzione di fare ramanzine o prendere di mira nessuno, proprio adesso non nè ho la forza, magari tra meno di un gg sarò nuovamente la perfida di sempre per ora no.

Se nel migliore dei casi, dovessi affettarmi un dito, (è non c’è da ridere che mi è già capitato, quindi, ipoteticamente sono fuori  mira…) non potrei contare che sulle mie forze, sulla mia capacità d’avere sangue freddo  a sufficienza (dovevo fermarmi a sangue? ^_^) e raggiungere l’ospedale al più presto(sul modo di raggiungerlo, sorvolo per ora, che altrimenti mi tocca morire dissanguata)E si parte da qst pensiero, per ritrovarmi sempre più sola. Quei mattoni alle spalle che cadono sono gli amici, gli hobby, le conoscenze, i parenti(buoni o meno che siano), la casa, il lavoro,  le chiese, i sacerdoti, i profumi, le mani tese ed i sorrisi, una chiacchierata, un giro per le vie della citta, il caffè delle 18, i fiori per i genitori, le troppe camere da riordinare, la frenesia del giorno e la quiete della notte.

Si parte da un amico che si sente male, che per “compagnia” non ha che noi (non ha un granchè, per dirla alla Goggi ) e parte la pallina del go down: rivedo il passato e parte del futuro, rimandendo in bilico, con l’onda di mattoncini in arrivo e l’incognita: Sarò inesorabilmente travolto, o rimarro in piedi?   

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